Raddoppiati i posti di lavoro nelle rinnovabili in 10 anni, ora sono 13,7 milioni

Trainati da investimenti record e dalla sempre maggiore convenienza economica delle tecnologie, a livello globale i posti di lavoro nei comparti delle energie rinnovabili hanno raggiunto quota 13,7 milioni, quasi raddoppiando il dato il dato di un decennio fa (7,3 milioni nel 2022).

 

È quanto emerge dal nuovo rapporto Renewable energy and jobs: annual review 2023, elaborato dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena) insieme all’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo).

 

«Il 2022 è stato un altro anno eccezionale per i posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili, in mezzo a molteplici sfide – commenta il dg dell’Irena, Francesco La Camera – La creazione di molti altri milioni di posti di lavoro richiederà un ritmo assai più rapido degli investimenti nelle tecnologie per la transizione energetica. All’inizio di questo mese, i leader del G20 hanno concordato di accelerare gli sforzi per triplicare la capacità globale di energie rinnovabili entro il 2030, in linea con le nostre raccomandazioni in vista della Cop28. Invito tutti i decisori politici a sfruttare questo slancio come un’opportunità per adottare politiche ambiziose che guidino il cambiamento sistemico necessario».

 

Senza politiche industriali adeguate, infatti, i benefici occupazionali legati alle rinnovabili resteranno distribuiti in modo diseguale. Ad oggi la maggior parte dei posti di lavoro del settore è concentrata in Cina (41%, con 5,5 mln di posti di lavoro), seguita dall’Ue con oltre 1,6 mln di posti di lavoro, dal Brasile (1,4 mln), India (988mila) e Usa (994mila)

 

Molti paesi stanno mostrando un crescente interesse nella creazione di posti di lavoro a livello nazionale, mettendo in campo politiche industriali adeguate.

 

Da alcuni anni la Cina persegue «con successo» un’ampia gamma di queste politiche industriali, e più recentemente Ue, India, Giappone, Sud Africa e Usa hanno annunciato iniziative per stimolare la produzione nazionale. Tuttavia – sottolinea il report – i Paesi dovranno trovare il modo di combinare gli sforzi di localizzazione con la continua cooperazione globale nel perseguimento di un’ambiziosa transizione energetica.

 

«È necessario sviluppare e attuare politiche specifiche – osserva il dg dell’Ilo, Gilbert F. Houngbo – per una crescita macroeconomica inclusiva, imprese sostenibili, sviluppo delle competenze, altri interventi attivi sul mercato del lavoro, protezione sociale, sicurezza e salute sul lavoro e altri diritti sul lavoro, e trovare nuove soluzioni attraverso il dialogo sociale».

 

Come evidenzia lo studio, la qualità dei posti di lavoro conta infatti tanto quanto la loro quantità; le linee guida messe in campo dall’Ilo sono un buon punto di partenza per dare concretezza a quest’assioma, sfruttando al meglio le potenzialità occupazionali che derivano dalle varie tecnologie rinnovabili.

 

Nel corso del 2022 è ancora una volta il solare fotovoltaico il più grande “datore di lavoro”, raggiungendo quota 4,9 milioni di posti di lavoro, più di un terzo della forza lavoro totale nel settore delle energie rinnovabili. L’energia idroelettrica e i biocarburanti contano invece un numero di posti di lavoro simile a quello del 2021, circa 2,5 milioni ciascuno, seguiti dall’energia eolica con 1,4 milioni di posti di lavoro.

 

Fonte https://greenreport.it/news/economia-ecologica/raddoppiati-i-posti-di-lavoro-nelle-rinnovabili-in-10-anni-ora-sono-137-milioni/